venerdì, 23 novembre 2007,23/11/2007 18:05

(DA ANSA.IT) VIOLENZA DONNE, IN 3 MLN HANNO CAMBIATO ABITUDINI

ROMA - Oltre tre milioni di donne, per sentirsi più al sicuro, sono state costrette a modificare le proprie abitudini di vita e i propri comportamenti. Più impaurite risultano le giovani e quante risiedono nelle grandi città. Il dato preoccupante proviene da "La road Map delle Pari Opportunità" [...] Dal sondaggio emerge che "l'Italia è un paese violento verso le donne. La paura di subire violenza ha assunto per l'universo femminile i tratti endemici di una malattia che non si riesce più ad arginare, a controllare. E' un sentimento che permea la quotidianità del 42% delle donne che hanno avuto timore di essere vittime di un crimine o di una violenza.

E', soprattutto, uno stato d'animo che ha avuto forti ripercussioni sulla vita del 17% delle italiane. Secondo 3 intervistati su 10 i comportamenti violenti vengono appresi nella famiglia d'origine. Sono in particolare le 18-24enni, coloro che risiedono nelle grandi città a sentirsi minacciate. I posti bui ed isolati, le aree cittadine degradate sono quelle avvertite con più pericolosità: è lì che la minaccia diviene più imprevedibile, più difficilmente gestibile. Ma, 4 donne su 10, dichiarano di avere costantemente paura, non appena si trovano in una condizione di solitudine, indipendentemente dal luogo. Quello della violenza contro le donne è un tema dalla consapevolezza diffusa. Il 92% della popolazione ritiene che i maltrattamenti siano molto frequenti. La stessa consapevolezza si riscontra nella percezione delle molestie sessuali e delle violenze psicologiche, tutti episodi che avvengono troppo spesso secondo più del 90% delle donne.

Prodi: problema grave, serve presto la legge

...

Già, il dato è preoccupante, ed è altrettanto vero che il problema è grave.

Ma il punto non è tanto che le donne hanno più paura ad andare in giro, il problema è che hanno tutte le ragioni per farlo! A maggior timore corrisponde un concreto e oggettivo aumento delle situazioni di pericolo e dei fatti più o meno violenti.

E' stato purtroppo agli onori della cronaca nazionale il barbaro omicidio di Giovanna Reggiani a Roma, ma per un fatto grave ed eclatante come questo, ce ne sono altri 100 più piccoli, a volte nemmeno denunciati.

Sono già passati due anni da quando sono stata personalmente rapinata da un tizio che mi si è infilato in macchina, ma non più tardi di una settimana fa una mia amica si è vista puntare una pistola in faccia da uno che, "fortunatamente", ha preteso solo la sua borsa.

Ieri sera invece una mia collega è stata truffata da tre tizi in macchina che, fingendo di essere stati urtati in un tamponamento, le hanno estorto, anche in questo caso "fortunamente", solo 50 euro.

Due settimane fa, un'amica di un mio collega è stata svegliata dai carabinieri. Dormiva pesantemente nel letto di casa sua, nella quale nottetempo era entrato qualcuno che l'aveva drogata e derubata (e si spera si sia fermato lì) uscendo poi tranquillamente dalla porta d'ingresso. La vicina, spaventata per la porta aperta, ha chiamato i carabinieri, i quali non hanno potuto far altro che constatare il fatto.

Questa, signore e signori, è la Roma di oggi.

Da due anni io mi chiudo sempre dentro la macchina quando viaggio in città (sia di giorno che di notte), se possibile mi faccio venire a prendere, in caso contrario cerco di parcheggiare dove c'è tanta luce e possibilmente più vicino a casa. Ai venditori ambulanti ai semafori o a chichessia non abbasso nemmeno più il finestrino, e credo che se qualcuno dovesse farmi segno di fermarmi per un qualsiasi motivo, tirerei dritto, accelerando...

Quindi sì, anch'io sono tra quei 3 milioni di donne che hanno cambiato abitudini per paura, e questo mi infastidisce non poco! Anche perchè faccio inoltre parte di un altro nutrito gruppo di persone che hanno cambiato abitudini dopo l'11 settembre. Insomma, diciamo che come mi muovo, mi sento in pericolo e non mi consola affatto sapere che non sono solo paranoie! 

Purtroppo in occasione dell'omicidio Reggiani i politici con i loro interventi sono andati leggermente "fuori tema", pensando di risolvere il problema inasprendo la legge sull'immigrazione e rispedendo a casa gli stranieri senza lavoro e senza fissa dimora.

Molto probabilmente così facendo hanno in parte contribuito a far diminuire la delinquenza (non ho nulla contro gli immigrati che vengono qui a cercarsi un lavoro onesto, ma se non hanno casa nè lavoro, è molto probabile che per vivere delinquano!), ma resta il fatto che i malintenzionati non hanno nè colore nè bandiera, quindi spero che presto arrivi una legge che tuteli maggiormente tutti, non solo le donne!, difendendoci da tutti, non solo dagli immigrati!

venerdì, 28 settembre 2007,28/09/2007 15:28

Oggi pranzo fuori per festeggiare il cambio di capo.

Sono ufficialmente ubriaca!

Qualcuno ha suggerimenti su come fingere lucidità sul lavoro?

Devo resistere ancora 4 ore!!

Aiuto...

mercoledì, 26 settembre 2007,26/09/2007 15:13

Apprendo ora leggendo EPolis (benedetti giornali gratuiti!) che il 7 ottobre 2007, all'Auditorium Parco della Musica di Roma avrà luogo la prima "Festa nazionale del diritto alla musica", nata per spingere la classe politica a rivedere una vecchia legge, la 800 del 1964, che non considera le attività musicali come attività lavorative vere e proprie.

Da musicista avrei dovuto sapere che ero considerata una perdigiorno non solo dall'opinione pubblica, ma anche dalla legge!!!

Paul Hindemith - Spartito disegnato dall'autore di "Ludus Tonalis" (Hindemith era noto per la sua passione per la pittura, e spesso decorava i suoi spartiti con disegni)

E invece non lo sapevo, e da qui grido il mio sdegno.

Il 7 ottobre ci sarò, e firmerò tutto il firmabile affinchè si dia dignità e valore giuridico/legale alle tante categorie professionali che hanno a che fare con la musica e che spesso costano anni e anni di faticoso studio.

Credo dovrebbe essere un dovere di chiunque la musica la fruisce, perchè la possibilità di ascoltare concerti dal vivo, o su cd, dvd, attraverso radio, televisione, internet, o di animare serate e feste (per citare solo alcuni dei momenti in cui si ascolta musica, fateci caso, la musica è OVUNQUE!) dipende dalla professionalità di moltissimi artisti e non, la cui dignità di categoria non vedo perchè dovrebbe essere di minor levatura rispetto a quella di un banchiere o commercialista, avvocato o chicchessia.

Per capire le conseguenze di questa legge vi basti pensare che un musicista indiano dell'Orchestra di Piazza Vittorio non ha ottenuto il permesso di soggiorno perchè il suo contratto con l'orchestra non era riconosciuto come contratto di lavoro. Per tacere del fatto che, essendo innovazioni tecnologiche, per la legge mp3 e download digitali non esistono. (ma allora, mi chiedo, la legge anti-pirateria...su cosa si fonda????mah!)

Il comitato promotore dell'iniziativa ha pubblicato un "Manifesto per il diritto alla musica", che verrà presentato al Governo, e che riporto qui sotto:

Manifesto "Diritto alla musica"

1) La musica, compresa quella storica italiana, deve entrare nel curriculum formativo di base dei bambini e delle bambine e di tutte le studentesse e gli studenti italiani, dai tre anni di età fino alla scuola media superiore,comprendendo anche gli Istituti di Pena Minorili. Bisogna realizzare un piano poliennale di intervento che preveda fin d'ora l'insegnamento e la pratica musicale. intesi come insegnamento e come pratiche curriculari: ascoltare musica, fare musica, leggere musica, conoscere la musica, anche quella storica, favorendone la relativa diffusione.

2) Occorre formare e reclutare adeguatamente gli insegnanti. Per questo si deve pensare a una profonda e radicale riforma delle strutture formative esistenti di livello superiore. Si può partire intanto dalla generalizzazione delle esperienze in atto, specialmente là dove queste sono più ricche e consolidate. Istituzioni più tradizionali, scuole di musica, momenti associativi di base, cori ed orchestre studentesche universitarie, nuove realtà, devono essere messe alla prova in forme anche originali di collaborazione con Enti locali e istituti scolastici, per organizzare attività, promuovere la costituzione di orchestre giovanili e dell'infanzia, diffondere ovunque abilità e culture musicali. Occorre altresì offrire migliori garanzie ai giovani musicisti che intraprendono una carriera solistica.

3) Occorre lavorare per l'individuazione e l'allestimento di spazi idonei, perché la musica non è una modalità espressiva individuale e solitaria, ma collettiva. Spetta alle istituzioni pubbliche (nazionali e locali) promuoverla e farla vivere. In molti luoghi del Paese questa possibilità sussiste, per la presenza di luoghi adatti e per la contemporanea attività di numerose istituzioni pubbliche e private.

4) La cultura va finanziata e deve restare centrale l'intervento pubblico, in quanto favorisce il "diritto all'accesso" da parte della nostra comunità, ridistribuendo le risorse che già ci sono, evitando sprechi e privilegi, in particolare negli allestimenti lirici finanziati con risorse pubbliche, salvaguardando il rispetto delle norme e della tutela del lavoro. Per favorire il "Diritto alla Musica" è necessaria una fiscalità di vantaggio e inoltre ricorrere sia a forme contenute di prelievo sulla pubblicità in determinati settori dello spettacolo e dell'intrattenimento televisivo di maggior ascolto, che a detrazioni fiscali per l'apprendimento della musica in corsi organizzati dal Terzo Settore e dal privato sociale.

5) Salvaguardando il diritto d'autore, è doveroso mettere mano ad una seria riforma sia dei sistemi assicurativi e previdenziali sia della SIAE, ente pubblico che gestisce notevoli risorse; una riforma che metta al suo centro la possibilità di un accesso alla musica ampio e diffuso su tutto il Paese.

6) E' necessario favorire sia in termini legislativi e amministrativi che con risorse dedicate, una collaborazione propositiva tra pubblico-privato e privato-sociale, ambedue preziose per la diffusione della cultura musicale ed inoltre la conservazione, la distribuzione capillare ( dal Web al Cinema Digitale, in collegamento live via satellite o broad band con la location della performance), e la registrazione audiovisiva integrale (le attuali tecnologie digitali lo permettono) che deve essere liberamente fornita.

7) Recepimento della Direttiva Unesco relativa ai beni immateriali.

8) La musica è lavoro. E' attività da riconoscere e tutelare. E' occupazione. E' diritti e dignità sociale di chi vi opera.

9) La musica è benessere, è qualità della vita, è socializzazione, è arte, è piacere.

In favore dell'iniziativa, il 7 ottobre, interverranno molti artisti (tra cui Avion Travel, Simone Cristicchi, Ambrogio Sparagna,Teresa De sIo, Rita Marcotulli, Maurizio Giammarco, Enrico Pierannunzi, Giovanna Marini), che parteciperanno ad incontri, dibattiti, workshop e concerti, e che si esibiranno insieme in un concerto serale che avrà le note colte della musica classica e del jazz, ma anche del folk e del pop.

Finalmente tutti uniti per chiedere il giusto spazio nel mondo!

per saperne di più

giovedì, 20 settembre 2007,20/09/2007 15:58

Chi di voi non avrebbe voluto essere, nel momento immortalato nella foto qui sotto, al posto del Presidente del Cile?

SALUTI PASQUALI Il presidente del Cile, Michelle Bachelet, riceve i saluti di un abitante dell'isola di Pasqua, territorio cileno (Roberto Candia/Ap)

SALUTI PASQUALI Il presidente del Cile, Michelle Bachelet, riceve i saluti di un abitante dell'isola di Pasqua, territorio cileno (Roberto Candia/Ap) da Corriere.it.

Io sto pensando ad una mia candidatura spontanea...in fin dei conti la politica, specie quella cilena, è sempre stata il mio sogno..... 

mercoledì, 19 settembre 2007,19/09/2007 18:39

Questo weekend pensavo di fare un salto a Milano, a trovare la mamma.

Secondo voi....me lo danno, un passaggio?

giovedì, 13 settembre 2007,13/09/2007 11:47

Dopo lo smacco subito dai nostri cugini francesi, ero sicura che prima o poi sarebbe emerso qualche studio sulle pecche dell'istruzione italiana.

Ecco i risultati del primo, anche se di studio scientifico non si tratta, ma solo di un sondaggio promosso da Donna Moderna, stimolata dalla decisione del Ministro Fioroni di reintrodurre nelle scuole l'uso delle tabelline.

Ebbene, la triste conclusione è che gli italiani non conoscono le tabelline.

Il 23% degli intervistati non sa quanto fa 7 per 8;

3 italiani su 10 hanno dato una risposta scorretta sul 6 per 9;

Sull'8 per 8 c'è qualche sicurezza in più, e ben l'84% degli italiani conosce il risultato esatto.

Ricordo che, sia io che i miei fratelli, per imparare le tabelline, che giustamente ci venivano richieste a scuola, siamo ricorsi al ripasso con papà. Raramente si occupava lui dei nostri compiti (dei ripassi si occupava la mamma) ma le tabelline erano di suo esclusivo appannaggio!

Con un metodo che ora parrebbe crudele e mostruoso, e che probabilmente provocherebbe l'intervento di servizi sociali e psicologi dell'ultimo minuto, ci provava le tabelline "armato" di giornale (appositamente sfoltito di qualche pagina, per essere più soffice). Ad ogni errore era una giornalata in testa. Ma non forte, era più un buffetto, un gioco che non ci faceva alcun male, ci divertiva e ci stimolava a non sbagliare.

Un altro sistema, quello della nonna, era quello delle rime...6 x 8=48, vai in cucina e fa' il risotto (che però è l'unica che ancora mi ricordo!!!).

Insomma, in famiglia ognuno ci metteva del suo per dare una mano nell'acculturamento del pargolo di turno (prima io, poi i miei fratelli).

E poi mi ricordo che in fondo all'appendice al libro di matematica (e al sussidiario alle elementari) c'era sempre la tavola pitagorica, cui poter attingere in caso di dubbio.

Certo, tutti strumenti poco tecnologici, che oggi sembrano terribilmente obsoleti, ma comunque efficaci.

Volete fare un ripasso, per rispondere con sicurezza, alle prossime domande dei giornalisti di Donna Moderna?

Ecco qui, a vostro esclusivo uso e consumo!

venerdì, 07 settembre 2007,07/09/2007 17:32

Sempre più spesso leggo questa scritta, inserita nei template di blog splinderiani e non:

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Qualcuno mi sa spiegare il perchè e il percome questa scritta tutela i bogger? E se è consigliabile inserirla?

Thanks, many thanks to all!

mercoledì, 05 settembre 2007,05/09/2007 12:51

Ora, il nuovo arrivato non fa altro che aggiungersi ad una serie evidentemente infinita di manuali, manualetti, vademecum che dovrebbero venire in aiuto del sempre più confuso uomo moderno.

Come e cosa mangiare, come vivere belli, sereni, in salute, come trovare lavoro, dove andare in vacanza, quando decidere di avere un figlio, come averlo, come crescerlo, come trovare un partner, come farlo felice, come essere felici in due, come lasciare il partner, come trovarne un altro, come affrontare la singletudine, come vivere serenamente la propria sessualità, 10 modi di combattere l'ansia, impara il pilates dalla poltrona di casa tua...UFF!!!!!

Per carità, leggere è fondamentale, ma ho sempre guardato con sospetto questi volumetti che occhieggiano dal bancone delle librerie, promettendoti felicità immediata e facile, nella maggior parte dei casi troppo facile, per essere vera!

I nostri nonni vivevano felici, tranquilli e a lungo, senza bisogno di correre in libreria al presentarsi del primo problema (a volte, invece, accorrevano in aiuto gli amici...e quelli sì che sono interventi importanti e utili, perchè vengono dal cuore!).

Forse siamo noi una generazione di insicuri cronici, dunque mi chiedo: è mai possibile che non siamo più capaci di vivere da soli, di fare scelte autonome con la consapevolezza dei rischi/benefici che queste comportano, forti solo della nostra esperienza e saggezza, imparando esclusivamente dai nostri errori?

O più probabilmente lo siamo, e allora vadano un po' a farsi benedire, tutti questi libercoli che non fanno altro che buttarci addosso insicurezza?

martedì, 04 settembre 2007,04/09/2007 18:09

Single: 1. 200 euro l'anno per conquistare una donna

(ANSA) - 2007-09-04 17:21 MILANO - Mille e duecento euro, poco piu' di uno stipendio mensile medio, e' quanto spende in un anno un single per cercare di conquistare una donna. Risulta da un'indagine fatta su mille maschi tra i 25 e i 40 anni. I piu' spendaccioni sono i milanesi, pronti a investire 2.400 euro l'anno. Seguono i napoletani, che ne spendono 2.000, e i veneziani, con 1.750 euro. A Bologna (380), Campobasso (480) e Roma (500) i single hanno invece un occhio di riguardo per il proprio conto in banca.

A saperlo prima, avrei evitato di spendere quasi 50 euro in libri automotivanti, quando bastava un annuncio:

"Venghino, venghino, single romani dai braccini corti! Per tentare di conquistare me...è sufficiente una pizza!!"

venerdì, 31 agosto 2007,31/08/2007 17:51

Allarme in Francia.

Pare che il 40% degli alunni francesi escano dalle scuole primarie (anni 5-11) senza saper leggere, scrivere e far di conto.

Secondo lo studio le responsabilità di questo dilagare di "asini" deriva da un sistema scolastico da rivedere (e lo credo bene!), da insegnanti impreparati e dal contesto sociale in cui vivono i bimbi.

Pare che i bambini con alle spalle una famiglia colta abbiano meno difficoltà di quelli che invece vivono con familiari ignoranti (e io dico: bella scoperta!)

Quindi, in conclusione, la scuola non serve a niente, ad insegnare ai bambini sono in realtà i genitori a casa.

Ammetto che la situazione dei nostri cugini francesi mi sconforta non poco.

Non voglio neanche immaginare cosa stia succedendo in Italia, da questo punto di vista.

Purtroppo non penso la situazione sia migliore, semplicemente nessuno ha pensato di farci su uno studio!

Che tristezza...