martedì, 13 novembre 2007,13/11/2007 15:38

Durante l'ultima delle mie periodiche scorribande alla Feltrinelli mi sono comprata il dvd "Chisciotte e gli invincibili", ripresa di uno spettacolo andato in scena l'anno scorso con Erri De Luca, Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi.

Aldilà del vivo consiglio che vi do di comprarlo, noleggiarlo o comunque vederlo in qualche modo, mi limito a rimandarvi a questa recensione e a citarvi una poesia, recitata nello spettacolo, che mi è piaciuta moltissimo:

“Tante donne e nessuna tu.
.
A Sarajevo duecentomila donne
e nessuna tu.
.
In Europa duecento milioni di donne
e nessuna tu.
.
Nel mondo miliardi di donne
.
e nessuna tu”.
.
(Izet Sarajlić, “Nessuna tu”, da Qualcuno ha suonato)
.
Ah, come mi piacerebbe riuscire ad essere questo tipo di donna, per qualcuno!
...
Tralasciando le singlemalinconie, lo spettacolo dev'essere stato cosa preziosa per chi l'ha visto dal vivo.
Come riescano, questi tre uomini semplici buttati su un palco scarno, a tenere "dentro" allo spettacolo il pubblico, armati come moderni Chisciotte solo di quattro sedie, un tavolo, del vino, ma soprattutto di un clarinetto, una chitarra e due voci...resta un mistero.
Il mistero della poetica, che quando anche il cuore più duro la riconosce, non può non rimanerne incantato.
Il dvd, pur non essendo paragonabile allo spettacolo dal vivo, rende comunque abbastanza, i racconti di De Luca sono pura poesia, la voce e la chitarra di Testa come al solito scaldano il cuore, e il clarinetto di Mirabassi stupisce.
Accattatevillo!
mercoledì, 05 settembre 2007,05/09/2007 12:51

Ora, il nuovo arrivato non fa altro che aggiungersi ad una serie evidentemente infinita di manuali, manualetti, vademecum che dovrebbero venire in aiuto del sempre più confuso uomo moderno.

Come e cosa mangiare, come vivere belli, sereni, in salute, come trovare lavoro, dove andare in vacanza, quando decidere di avere un figlio, come averlo, come crescerlo, come trovare un partner, come farlo felice, come essere felici in due, come lasciare il partner, come trovarne un altro, come affrontare la singletudine, come vivere serenamente la propria sessualità, 10 modi di combattere l'ansia, impara il pilates dalla poltrona di casa tua...UFF!!!!!

Per carità, leggere è fondamentale, ma ho sempre guardato con sospetto questi volumetti che occhieggiano dal bancone delle librerie, promettendoti felicità immediata e facile, nella maggior parte dei casi troppo facile, per essere vera!

I nostri nonni vivevano felici, tranquilli e a lungo, senza bisogno di correre in libreria al presentarsi del primo problema (a volte, invece, accorrevano in aiuto gli amici...e quelli sì che sono interventi importanti e utili, perchè vengono dal cuore!).

Forse siamo noi una generazione di insicuri cronici, dunque mi chiedo: è mai possibile che non siamo più capaci di vivere da soli, di fare scelte autonome con la consapevolezza dei rischi/benefici che queste comportano, forti solo della nostra esperienza e saggezza, imparando esclusivamente dai nostri errori?

O più probabilmente lo siamo, e allora vadano un po' a farsi benedire, tutti questi libercoli che non fanno altro che buttarci addosso insicurezza?

giovedì, 30 agosto 2007,30/08/2007 11:02
Ieri sera sono passata in Feltrinelli.
Bottino:
"Sdraiami" di Berarda Del Vecchio
"Falli soffrire" di Sherry Argov
"Il Diavolo veste Prada" (dvd)
 
Le mie intenzioni mi sembrano abbastanza chiare.
Anyway, chiunque abba da ridire su questa scelta...valuti prima le possibili conseguenze, che oggi mordo!
 
ROARRRRRRRRRRR!
venerdì, 13 luglio 2007,13/07/2007 13:19
Leggo su Corriere.it e ripropongo tout court:



In un libro tutte le domande (e le risposte) con prefazione di Aldo Grasso
Telefilm a quiz
Dalle manie di Fonzie alla prima serie «aliena». Mash e la Famiglia Addams diventano un test


MILANO — Non storcano il naso gli intellettuali. È probabile che anche loro si divertiranno, sotto l'ombrellone o sotto un pino, a rispondere alle domande sui telefilm. Non c'entrano Mike né Gerry Scotti. C'entra un libretto curioso «I Telefilm a test», dove l'autore Igor Vazzaz, si è divertito/sbizzarrito a formulare domande sulle serie tv più amate, scegliendo quelle trasmesse in Italia dal 1975 al 1990 circa. Lui dice che il «volumetto, ludico, non intende sciogliere il dubbio su cosa sia cultura e cosa non lo sia» e che «scriverlo è stato un gran piacere» perché si è messo a rivedere tutti i telefilm del passato. Forse più che rispondere alle domande, anche a noi sarebbe piaciuto rivedere i vecchi telefilm di culto, ma anche il test può essere divertente. Perfino educativo, perché «è innegabile che i serial americani sono parte della cultura pop che ci ha formati». Alla faccia di Nanni Moretti, che nel film Aprile, rivolgendosi a Veltroni, tuona: «Tu che hai passato tutti i pomeriggi davanti alla tv a vedere Happy days ». E naturalmente Happy days è contemplato nel «quizzario ».
Alcune domande sono proprio semplici. Insomma basta essere stati fan. Tipo: «Quanti sono i figli di Howard e Marion?». Risposte possibili: «Tre, Uno, Quattro, Due». Non sveleremo qui la risposta esatta... Ma alcune sono più «complicate». Esempio: «Chi canta la famosa canzone della sigla iniziale, che nel 1976 raggiunge in due sole settimane il quinto posto della hit parade di Billboard?». Sempre quattro le possibilità tra cui scegliere quella giusta: «Jerry Lee Lewis; Bill Haley; Pratt & McClain; Connie Francis». Così oltre a un ripasso televisivo, sarete costretti a un ripasso musicale. Accanto poi alle risposte, l'autore si dedica all'aneddotica, all'approfondimento, alla nota di costume. Spiegando, per esempio, che tutte le canzoni più famose degli anni Cinquanta tornano in voga grazie a questa serie.
Si diceva che i limiti temporali, scelti dall'autore, vanno da Happy Days a Willy, il principe di Bel Air (con qualche trasgressione). Il volumetto è diviso in capitoli, che non seguono un ordine cronologico, ma tematico (talvolta un po' confuso, a onor del vero): «Streghe, maghi, alieni e robot»; «Capi, colleghi e posti di lavoro», «Inseguimenti e pallottole», «Scuole e scolari», «Eroi e supereroi», «Telecase e telefamiglie». Passando da Magnum PI a M.A.S.H., da I Jefferson a Le strade di San Francisco, da Starsky e Hutch a Hazzard, il quiz diventa un tuffo nella memoria, personale, familiare, collettiva. Perché ogni puntata del «nostro» telefilm ci ricorda e ci parla di qualcosa. «In che modo l'extraterrestre Mork saluta gli essere umani?». Ecco una delle domande su Mork e Mindy il telefilm con uno stralunato Robin Williams non ancora famoso, che però già allora dava prova di gran talento, puntando sull'improvvisazione e non sul copione. Queste le possibili risposte: «Ehi», «Puonciorno», «Nano-nano », «Ssssssalve». Si propone, per chi sbagliasse questa risposta, la radiazione dal gioco a tempo indeterminato. Ma attenzione, perché la memoria diventa anche Storia, in certi casi. Relativamente a Vita da strega, si formula il seguente quesito: «Da quale notizia è interrotta la trasmissione dell'episodio in onda sulla ABC il 4 aprile 1968?». Non vi diremo qui se la risposta esatta è la A) «La nascita di un Kennedy»; la B) «L'attacco a Saigon»; la C) «L'assassinio di Marthin Luther King»; o la D) «L'arresto di Cassius Clay». Se non sapete questa risposta potete sentirvi un po' in colpa.
Assolutamente incolpevoli se, pensando a La famiglia Addams, non sapete «Con quale animale domestico è solita giocare la bambina Mercoledì?». Dopo aver tirato le somme e i punteggi, casomai ci cogliessero i sensi di colpa per esserci dedicati ai test, invece che alla lettura dell'ultimo romanzo impegnato, è bene ricordare che Aldo Grasso, critico tv del Corriere e docente di Storia della radio e della Televisione, ha dedicato di recente un saggio ai telefilm, dal titolo inequivocabile: Buona maestra. E nella prefazione del volumetto di Vazzaz scrive: «Elevare il telefilm a quiz significa amarlo profondamente, farne un oggetto del desiderio, condividerlo con altri sotto forma di sapere». E conclude: «Giocare con i telefilm e con la memoria, fare della serialità materia di un divertente rompicapo: anche questa è devozione, è culto, è telefilia».
Maria Volpe
12 luglio 2007
Che dire, come libretto per le vacanze, su cui scervellarsi in spiaggia...potrebbe funzionare bene!
venerdì, 04 maggio 2007,04/05/2007 11:18

Pare che sempre più blogger finiscano in carcere.

Per quello che scrivono.

Forse ho peccato in ingenuità, ma pensavo che cose come queste non accadessero più, invece in Cina, Iran, Egitto e persino nei "civilissimi" Stati Uniti nel solo 2006 circa 65 blogger sono stati incarcerati per aver scritto contro governi e regimi.

Non smetterò mai di citare, in queste circostanze, "Fahrenheit 451" di Bradbury (se non l'avete ancora letto...FATELO SUBITO!).

La libertà d'espressione, la possibilità di leggere e scrivere tutto e il contrario di tutto, è un bene da difendere con le unghie e con i denti!

Esistono, è vero, scritti opinabili e moralmente condannabili, ma è il nostro senso critico a dover decidere cosa è giusto e cosa no.

Impedirci di leggere e scrivere non è sicuramente la strada giusta; o meglio, forse è quella giusta per chi governa in uno stato dove la democrazia è andata a gambe all'aria.

Spero che cose come questa qui in Italia non accadano mai.

In caso contrario...chi mi porta le arance?

mercoledì, 06 dicembre 2006,06/12/2006 11:17

In America ci sono già stati un centinaio di casi in quattro mesi.

Pare che la gente si beva l'ammorbidente "Fabuloso", ingannata dal suo flacone, che come potete vedere qui a fianco è molto, molto simile a quello degli energy drink venduti nei supermercati.

Ovviamente la cosa non è tanto sana, e i malcapitati finiscono in ospedale con una bella intossicazione.

La Colgate Palmolive, preoccupata per il fenomeno, sta studiando uno speciale tappo che impedisca l'ingestione del liquido.
 
Ma io dico...CAMBIARE IL FLACONE NO????
La vicenda mi ricorda, nel suo risvolto paradossale, "L'uomo di marketing e la variante limone", di Walter Fontana. Se non lo avete ancora letto, fatelo! Molto divertente ed acuto (ed il caso Fabuloso ne è la dimostrazione!)
lunedì, 23 ottobre 2006,23/10/2006 17:33

Ho notato che più il mondo che ci circonda diventa incivile e cruento, e più l'arte - sia essa cinema, musica, pittura o altro - si sforza di raccontarlo in modo poetico, lieve, emozionante, riuscendo a suscitare profondo coinvolgimento negli spettatori.


E dunque mi chiedo: riuscirà l'arte, quella vera beninteso, a salvarci dall'autodistruzione?


Sarà l'effetto "Crialese", o il mio animo da musicista ingenua, ma oggi mi sento di poter azzardare un forse che pende per un sì!

giovedì, 12 ottobre 2006,12/10/2006 19:10
by Lenotedipoldina | commenti (3) | commenti (3)(popup)
Link | categoria:libri, diario, consigli per gli acquisti