mercoledì, 21 novembre 2007,21/11/2007 19:04

Non me ne voglia la diretta interessata, solo causa scatenante di questo mio post, ma oggi voto "NO" all'indigesta onnipresenza di alcuni doppiatori sulla scena televisiva, cinematografica e pubblicitaria.

E' ben vero che il doppiaggio in Italia è diventato una vera e propria arte (dopo di noi solo in Francia, e nel resto del mondo si beccano i film in lingua originale coi sottotitoli), ma non posso sopportare di sentire sempre e solo le stesse voci su tutti gli attori protagonisti.

Come in un attore si cercano caratteristiche somatiche differenti, sguardi, espressioni, movenze diverse tra loro per differenziare i personaggi...così dovrebbe essere per la voce.

Quando è morto Ferruccio Amendola, un vero artista del doppiaggio e grande attore, abbiamo perso in un sol colpo la voce di Stallone, De Niro, Hoffman, Pacino e altri mille attori. Sebbene la bravura di Amendola contribuisse in larga parte al successo dei nostri beniamini, non nascondo di non trovarmi male nemmeno adesso, che distinguo gli attori non solo per la faccia, ma anche per la voce!

Giuppy Izzo è Meredith Grey di Grey's Anatomy, ma anche Bridget Jones e un milione di altre protagoniste di film importanti, ma è anche la voce di almeno 4 spot attualmente in onda.

Evidentemente ai vari creativi tutte le restanti voci femminili non vanno a genio, ma personalmente credo che questa omologazione alla lunga danneggi parecchio i prodotti.

Nel caso specifico, poi, la Izzo possiede una bella voce dolce e mielosa, che sentita in ogni dove diventa facilmente melense e nauseante.

Come dicevano i nonni? "Il troppo stroppia"!! A buon intenditore...

martedì, 16 ottobre 2007,16/10/2007 11:52

ANSA 2007-10-16 10:02 GIALLO GARLASCO: CONTROLLI SUI SATELLITI, FORSE VISTO KILLER

Anche satelliti e istituzioni militari potrebbero entrare a far parte delle complicate indagini per la risoluzione di quello che comunemente viene definito 'il giallo di Garlasco'. Gli inquirenti - secondo quanto riporta stamani il Corriere della Sera - avrebbero chiesto aiuto all' Aeronautica militare per appurare se, il giorno dell'omicidio di Chiara Poggi, il 13 agosto scorso, c'erano satelliti o altri strumenti di controllo puntati sulla zona, che si trova nelle vicinanze della base militare di Cameri [...] "obbiettivo sensibile" sul quale l'occhio satellitare potrebbe essersi fermato proprio quel giorno, proprio nell'arco orario dell'omicidio.

Anch'io, come tutti immagino, vorrei che questo caso si risolvesse al più presto con la cattura dell'assassino, ma non posso non domandarmi quale pericolosi processi potrebbe scatenare la risoluzione del caso attraverso le riprese satellitari.

Sebbene questa operazione abbia tutta l'aria di essere un' estrema ratio, tentata sperando in quella cosa universalmente nota come "botta di culo" (mi si perdoni il francesismo), in caso funzionasse chi potrebbe impedire alle forze dell'ordine prima e chissà a quanti altri poi di puntare satelliti su tutti, con la scusa di renderci identificabili se e quando dovessimo decidere di delinquere? Il passo è breve, troppo breve.

Vi ricordate quel film con Will Smith e Gene Hackman? Quando uscì, nel 1998, ci fu chi si preoccupò molto e chi invece parlò di esagerazioni hollywoodiane.

Con buona pace dei secondi, eccoci qui, la realtà supera la finzione.

lunedì, 15 ottobre 2007,15/10/2007 13:23

Del fenomeno "Spider pork" nel film dei "Simpsons" si è a lungo parlato, postato, addirittura rigirato e uploadato su Youtube.

Il mio amico Henryz ne aveva già parlato sul suo blog in tempi ancora non sospetti, mettendo a confronto la versione originale ("Spider Pig") e quella italiana ("Spider Pork").

Risate imprescindibili a parte, mi piacerebbe sapere cosa hanno pensato, ma soprattutto come hanno fatto a rimanere seri e professionali, i coristi italiani e americani che hanno inciso la versione vocale di entrambi i testi, sincronizzata nei titoli di coda e di cui potete ascoltare qui sotto la versione originale.

Io me li immagino, in uno studio di registrazione da migliaia di dollari al giorno, con cuffie dell'ultima generazione, tutti seri ed impettiti come solo i coristi sanno fare, che prima provano tutti i passaggi, curano l'intonazione e infine cantano tutti convinti "Spider pig, spider pig...".

Non riesco a trattenere un sorriso.

Una dimostrazione in più che quello del musicista è proprio un bel lavoro!

 

giovedì, 20 settembre 2007,20/09/2007 18:08

Sul settimanale femminile "A" di questa settimana intervista a Charlize Theron, che dichiara:

"Voi italiani forse non sarete d'accordo, ma a me la politica piace".

Mi domando se lei li avrà visti, i nostri Prodi, Berlusconi e compagnia bella...

 

giovedì, 17 maggio 2007,17/05/2007 10:35

Non me ne voglia il povero Scotty (all'anagrafe James Doohan), ma non posso che sorridere allo scherzo beffardo del destino, che ha voluto che le sue ceneri, per sua volontà caricate su un razzo perchè potessero essere disperse nello spazio, precipitassero invece in un punto imprecisato del deserto!

Il razzo, dopo aver raggiunto la quota prefissata di 117 metri d'altezza, ha fatto dietro-front, e dopo soli 15 minuti dal lancio si è schiantato sulle montagne del New Mexico.

Sicuramente molto, molto meno romantico di quanto il povero attore di Star Trek avrebbe voluto!

mercoledì, 09 maggio 2007,09/05/2007 11:30

Keira Knightley, eroina della saga de “Il Pirata dei carabi”, ha dichiarato a “The sun” di lavarsi poco.

“Non mi faccio spesso la doccia e il mio odore naturale è piuttosto muschiato”.

 

Dopo aver fatto in passato altre dichiarazioni shock, con questa metterà in sicuro imbarazzo Chanel, che l’ha appena scritturata come testimonial di un suo profumo, a sostituzione di Kate Moss.

 

Il successo monta la testa, e la signorina non fa eccezione.

 

Forse non le hanno spiegato che il detto “l’uomo ha da puzza’” non va più di moda, e comunque che anche se fosse, si parla di uomini, MAI di donne!

 

Ricordo con angoscia quando suonavo in orchestra e c’era chi, essendosi lavato poco, alzava col movimento delle braccia effluvi non proprio delicati. Ci sarebbero volute le bombole d’ossigeno, e sono arrivata persino a tenere del profumo vicino al leggio, per spargerlo nei momenti più difficili!

 

Le stranezze degli artisti sono sempre prese bonariamente dai fan, archiviate come stravaganze e a volte accettate persino con ammirazione.

 

Quasi tutte le stravaganze, però. Credo sia decisamente esclusa la poca igiene personale, che di sicuro non è elegante, né simpatica, né aiuta a rendere più charmant i personaggi che la bella ma puzzosa attrice interpreta.

 

Che sia o no muschiato il suo odore, tutto ciò mi induce a proferir due sole parole: CHE SCHIFO!
martedì, 08 maggio 2007,08/05/2007 13:07

Al cinema è abituato a tramortire a mani nude alieni alti 2 metri, a sconfiggere la mafia e a catturare sempre i cattivoni...

...ma riuscirà a vincere anche la "maledizione" del castello di Bracciano??

ANSA 2007-05-08 09:22 WILL SMITH, FESTA NUZIALE A BRACCIANO

ROMA - Da principe di Bel Air a principe di Bracciano. Come Tom Cruise e Katie Holmes, il 26 maggio Will Smith festeggerà l'anniversario dei suoi primi dieci anni di matrimonio con la seconda moglie, Jada Pinkett, nel castello Odescalchi di Bracciano. Le nozze con rito di scientology del collega nel maniero sul lago vicino Roma sono state a tal punto un successo, che il divo americano di Men in black (e del Principe di Bel Air) ha deciso di risposarsi nello stesso luogo. [...]

Qualcuno lo avvertito dei pericoli che corre? Dopo dieci anni di felice matrimonio...perchè scommettere col destino? 

Dopo le coppie famose Hunziker/Ramazzotti e Power/Christian e quelle meno famose come quella dei giovani calabresi che al sì non ci sono arrivati perchè azzuffatisi prima della cerimonia appena arrivati al castello, e dopo i primi scricchiolii del fantamatrimonio Cruise/Holmes, a pochi mesi dal sì, nulla sembra tenere a freno lo spirito di Isabella De Medici, ritratta qui a fianco, che la leggenda vuole si aggiri per il castello gettando per invidia influssi malefici sui matrimoni che lì si celebrano.

Si narra infatti che la donna, moglie di Giordano Orsini, "mantide religiosa" dal temperamento particolarmente focoso, dopo aver incontrato una sola volta i suoi numerosi amanti, li invitava ad entrare in una porta che conduceva in un salottino, dove li assicurava che li avrebbe raggiunti poco dopo. Ma dietro la porta c'era una botola aperta sul pavimento che inghiottiva i malcapitati, facendoli precipitare in un pozzo pieno di calce viva. Il povero Giordano, stanco dei tradimenti della moglie e, soprattutto, invaghito di una giovane cortigiana, una sera la strangolò con un nastro rosso.

Da allora il fantasma di Isabella De Medici si aggirerebbe ancora nel castello, in particolare nelle stanze in cui incontrava i suoi amanti. 

Qualcuno avverta Will Smith, che almeno si porti la tuta da Ghostbuster!

giovedì, 15 febbraio 2007,15/02/2007 15:41

ANSA 2007-02-14 13:12 LONDRA - Hollywood li ha rappresentati come belli e astuti, ma la realtà storica è ben diversa: Antonio e Cleopatra erano decisamente brutti. Lo rivela una moneta di oltre 2.000 anni fa, in cui i due leggendari amanti sono ritratti senza abbellimenti, con due profili nient'affatto seducenti.

Cleopatra, che nell'immaginario collettivo ha le fattezze di Liz Taylor, sulla moneta appare con un mento sporgente, labbra sottili e un nasone che nulla ha a che vedere con il nasino appuntito della sua versione fumettistica comparsa nelle avventure di Asterix. Ad Antonio - sullo schermo incarnato da Richard Burton - non va meglio: il condottiero romano aveva occhi sporgenti, un collo taurino e il naso adunco. La piccola moneta è stata studiata dagli archeologi dell'università di Newcastle (Gran Bretagna).

Risale al 32 a.C. e si trovava nella collezione privata di un antiquario di Newcastle. Ora finirà nella collezione permanente del Great North Museum, che aprirà nel 2009. Clare Pickersgill, vicedirettrice dei musei archeologici dell'università, spiega che "l'immagine popolare abbiamo di cleopatra è quella di una regina bellissima, adorata da politici e generali di Roma. Ma le ricerche sembrano smentire questo ritratto". Per la direttrice dei musei, Lindsay Allason-Jones "l'immagine è molto lontana da quella di Liz Taylor e Richard Burton.

Gli autori romani ci dicono che Cleopatra era intelligente e carismatica, che aveva una voce seducente, ma, significativamente, non dicono nulla della sua bellezza. Quella di Cleopatra seduttrice è un'immagine creata di recente". Il denaro d'argento fu battuto dalla zecca di Marco Antonio. Su un lato, attorno alla testa di Antonio, c'è la scritta: "Antoni, Armenia Devicta", ovvero "Antonio, l'Armenia è conquistata". Sul retro, Cleopatra e il suo profilo sono accompagnati dalla scritta 'Cleopatra Reginae regum filiorumque regum', che significa 'Cleopatra, regina dei re, e dei figli dei re'. La moneta è in mostra allo Shefton Museum dell'università di Newcastle a partire da oggi.

EVVAI! La rivincita dei brutti ha inizio...Veline e starlettine sono avvisate! 

 

giovedì, 01 febbraio 2007,01/02/2007 11:23

Riuscirò un giorno a vedere "Philadelphia" senza piangere come una vite tagliata nella scena finale in cui si vede il filmino di Andy da piccolo, sulle note di "Philadelphia" di Neil Young?

 

Voi ci riuscite?

lunedì, 29 gennaio 2007,29/01/2007 16:35

La signora Cardinale e il marito Squitieri, in un incontro pubblico svoltosi in un università settimana scorsa, si sono lasciati andare a dichiarazioni che mi hanno suscitato un moto di nervosismo tale da non riuscire a trattenermi!

Ci ho pensato una settimana ma alla fine ho dovuto scriverci qualcosa, mettendovi prima l’ansa qui sotto perché possiate farvene un’idea personale.

 

2007-01-22 15:07 - CLAUDIA CARDINALE, LA VERA BELLEZZA E' INTERIORE 

MILANO - "Ho cominciato a fare cinema per l'insistenza degli altri. Perché io l'ho rifiutato per tanto tempo". Così Claudia Cardinale, 69 anni il 15 aprile, “si confessa” davanti agli studenti del collegio di Città Studi in un incontro del ciclo 'la bellezza salverà il mondo?'. "Tutti insistevano - racconta l'attrice - ma io ero chiusa, introversa. Poi ho deciso di farlo per rendermi indipendente e lavorare. Solo in seguito il cinema per me è diventata una passione". Ma che cos'é la bellezza per un'attrice come lei, che è stata a lungo considerata una delle donne più belle del mondo? "La bellezza non è esteriorità. E non è affatto importante l'aspetto estetico - risponde Claudia - la vera bellezza è quella interiore, perché ti rimane dentro sempre".

 

STOOOOOOOOP! Primo moto d’ira della sottoscritta, con conseguente logorrea digitale:

Tralasciando ogni considerazione in merito al tema dell'incontro (la bellezza salverà il mondo??????Ma che c....!!Vabbè...) non posso tacere oltre.

 

Ma la vogliamo finire di dire sciocchezze?

Quando sentirò queste parole dette da una donna brutta, che ha fatto cinema per tutta la vita ed è intervistata durante un incontro intitolato “Essere belle dentro”, allora forse le crederò.

Tutte queste donne bellissime che parlano di bellezza interiore mi suscitano una rabbia incontrollabile.

Perché questa cosa della bellezza interiore è un’ipocrisia, una balla, un falso storico, e non a caso viene sempre tirata fuori da donne tutt’altro che brutte.

Persino il brutto anatroccolo, raccontato da migliaia di mamme per consolare figlie adolescenti con apparecchio e occhiali, trova il suo riscatto solo diventando cigno. E non cigno dentro, ma fuori.

Perché non dirlo? Non ammetterlo? E’ così da sempre. Noi comuni mortali lo sappiamo da tempo e ce ne siamo fatti una ragione.

Elena di Troia ha causato tutto quel bordello perché era una bellissima donna, e dopo che tre dee avevano litigato per stabilire chi era la più bella fra loro. Parlavano di bellezza interiore, secondo voi?

La Venere del Botticelli, Laura del Petrarca, Silvia di Leopardi, tutte le muse ispiratrici dei grandi artisti nella nostra storia, fino ad arrivare ad attrici, conduttrici ed in generale a tutte le donne di successo, insomma, tutte queste signore raramente sono brutte.

 

Il mondo è dei belli. E chi è brutto deve ingegnarsi a trovare il suo spazio nel mondo, riuscendo fortunatamente e nella maggior parte dei casi a farlo con soddisfazione ma, ammettiamolo, facendo un po’ più di fatica.

 

Questo non significa che i belli fuori non possano esserlo anche dentro, e se lo sono buon per loro, condurranno una vita un po’ più di sostanza e non di solo involucro, ma partono un pochino avvantaggiati.

 

Ma torniamo all’ANSA:

 

Ma alle domande inevitabili degli studenti sulla “crisi del cinema” e in particolare del cinema italiano, è il marito che la accompagna, il regista Pasquale Squitieri, a inserirsi: per lui "si può fare un buon film solo se c'é materia buona, cioè se c'e un buon testo scritto, una buona sceneggiatura, un buon attore e naturalmente un buon regista". Ma "in Italia e in Europa, la crisi del cinema segue il polso, il battito cardiaco della cultura, e non abbiamo più un buon cinema perché oggi il prezzo pagato dalla cultura all'economia è spaventoso".

E il dibattito passa dalla bellezza e da Claudia Cardinale, alla crisi del cinema e a Pasquale Squitieri, che, fatta eccezione per alcuni grandi, come Fellini e Visconti, non salva il resto del cinema, relegandolo ad arte minore rispetto al teatro. "Sono felice che oggi Claudia faccia teatro. Il cinema - dice - è un falso totale che rende miliardi. E il mondo non é l'immagine che ce ne dà il cinema, il quale semmai ce ne dà un'informazione. Non è arte, come può essere la Cappella Sistina o un quadro di Rembrandt. E i Clooney e le Kidman che abbiamo visto a Venezia non sono che fantocci costruiti dagli uffici pubblicitari dell'industria del cinema". Ma Claudia Cardinale, l'attrice di 'Rocco e i suoi fratelli', della 'Ragazza con la Valigia', del 'Bell'Antoniò, della 'Ragazza di Bube', del 'Gattopardo', di 'Otto e mezzo', del 'Giorno della civetta' e di tanti e tanti altri capolavori, è d'accordo con l'immagine del cinema che dà suo marito? "Ma lui é un provocatore - risponde bonariamente - è solo disgustato, come lo sono anch'io dal cinema che si fa oggi. Una volta il cinema era sogno. Oggi è un'industria", che risponde solo alle esigenze di cassetta. Ma potrà salvarsi? "Come no? Salvare il cinema si può. Ma bisogna volerlo!".

 

Cosa dire… Posso anche essere d’accordo sul fatto che non sempre le sceneggiature di oggi siano scritte bene e che magari qualche attore o regista può aver dato non proprio il meglio di sé, ma sono fermamente convinta che questo accadesse anche ai tempi d’oro del cinema di Squitieri.

Sono altresì convinta che anche del cinema di oggi si possano salvare tante perle.

Se penso a film come quelli di Crialese e di Tim Burton, a “Essere John Malkovich” o al Gondry di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (che mi rifiuterò sempre di tradurre col titolo italiano!) non posso fare a meno di pensare ad un cinema inteso come sogno. Francamente non vedo l’industria, ma la fantasia, la stranezza, la sorpresa e la poesia.

Ed anche dove invece l’industria c’è, come nei film americani di Scorsese o Tarantino, ci sono buone sceneggiature, come quelle del recente “Slevin – patto criminale”, o andando più indietro a “Le ali della libertà” con Tim Robbins, solo per fare due esempi.

Non posso infine considerare fantocci attori come la Kidman, Al Pacino, Sean Penn, Morgan Freeman, ma anche i recenti Scarlett Johansson e Josh Hartnett, o Lucy Liu, Uma Thurman, Leonardo Di Caprio, Matt Damon…insomma, sono tutti attori che si sono confrontati con film impegnativi uscendone a testa più che alta.

Squitieri e Cardinale guardano con occhi sberluccicosi carichi di nostalgia al grande cinema dorato che si faceva a Roma negli anni ’50, che sarà stato anche sogno, come sostiene la coppia, ma che ha provocato il tracollo finanziario con conseguente rovina di stuoli di produttori. Pochi sono stati i sopravvissuti e hanno dovuto fare inevitabilmente i conti con i più e i meno. L’industria è entrata a far parte del cinema per parlare di budget, tempi di produzione, previsioni d’incasso, da sempre considerati argomenti poco artistici, ma che non sono mostri diabolici contro cui combattere, ma anzi strumenti preziosi che messi a servizio dell’arte possono contribuire a far filare tutto un po’ più liscio. Quello che bisogna evitare è che sia l’arte ad essere invece a servizio dell’industria, cosa che, lo riconosco, spesso accade.

 

In definitiva, mi sembra che entrambi gli interventi dei due illustri ma ormai un po’ invecchiati artisti siano vagamente qualunquisti e facilmente controvertibili, nonché tradiscano un certo “rosicamento” per essere stati esclusi, forse per motivi anagrafici, dal mondo del cinema, dovendosi accontentare del teatro, arte di per sé affascinante e per certi versi più nobile del cinema, ma da sempre e storicamente refugium peccatorum degli attori un po’ decaduti.

 

Io, pur rispettando le persone anziane, sono un po’ stufa di questi grandi vecchi che non fanno altro che dire che si stava meglio quando si stava peggio, che ai loro tempi sì che le cose si facevano bene, e che buttano cacca su tutto quello che è stato fatto dopo di loro. 
Insomma, anche noi giovani saremo capaci di fare qualcosa, NO?????