lunedì, 14 aprile 2008,14/04/2008 02:05
Mette tristezza la morte di una persona.
Mette tristezza anche la morte di un ideale.
Ma la tristezza trabocca diventando insopportabile pena, quando muoiono una persona ed un ideale insieme; diventa tragedia collettiva, che tocca tutti.
 
Pippa Bacca credeva nella bontà delle persone, credeva nella pace ed era un’artista.
 
La sua eccentricità si manifestava già negli abiti che indossava, si vestiva sempre e solo di verde, era sempre sorridente ed aperta con tutti, piena di idee e di entusiasmo.
 
Come molti liberi pensatori mossi da un ideale aveva deciso di mettere la sua arte a disposizione del suo fine più alto, la pace;
 
Vestita da sposa voleva attraversare in autostop i paesi arabi sfiancati dalla guerra, affidandosi via via alle persone che incontrava, per andare a trovare le donne nei piccoli paesi di provincia, passare del tempo con loro facendosi ricamare l’abito, per poi portarlo a Milano con tutto il suo carico di testimonianze ed eleggerlo a simbolo di un’unità fra donne, di un percorso intrapreso con amore e in pace, per la pace, affidandosi al prossimo.
 
“Voglio dimostrare che gli uomini non sono bestie, che se dai loro fiducia non può accaderti nulla di male”.
 
Pippa era fortemente convinta di questo, ma purtroppo l’ultimo automobilista che l’ha caricata a bordo le ha dimostrato il contrario, aggredendola, violandola ed uccidendola.
Povera ragazza, che non rendendosi forse conto fino in fondo di quanto ambizioso ed alto fosse il suo ideale, in un mondo che da oggi mi sembra davvero più brutto, indossando il suo abito bianco è arrivata a celebrare il suo estremo sacrificio, invece di un simbolico matrimonio d’amore tra i popoli.
 
Che fosse una performance artistica rischiosa, che non dovesse andare sola, “che forse se”, “ma perché non”…poco importa.
Scrivo di lei non per fare polemica - e, vi prego, non scrivetene nemmeno voi - non per giudicare, ma perché da ieri mattina tento di riordinare il pensiero, per cercare di convincermi che, a dispetto di quanto è accaduto, no, il mondo non è così, gli uomini non sono bestie e vivere in pace è possibile.
Se così non fosse…in che razza di mondo vivremmo, tutti?
Come potremmo, sapendolo, accettarlo passivamente?
 
Lei non poteva prevederlo, ma ecco forse l’unico appiglio per non cedere al disincanto, al buio che si rivela: con la sua morte il suo messaggio di pace arriverà ancora più forte, ancora più lontano; ha già oltrepassato i confini degli 11 paesi in guerra in cui è stata e che doveva ancora attraversare, l’Italia e tutto il web…
 
Il suo messaggio, per quanto possiamo, facciamolo diventare anche il nostro, nel nostro vivere quotidiano.
 
Dimostriamo a Pippa che aveva ragione.
 
 
 
A Pippa
Abito bianco
per andare a nozze con la tua morte
e con quella di noi tutti
Ti sei vestita di bianco
ma siccome la tua anima mi sente
ti vorrei dire che la morte
non ha la faccia della violenza
ma che è come un sospiro di madre
che viene a prenderti dalla culla
con mano leggera
Non so cosa dirti
io non credo nella
bontà della gente
ho già sperimentato tanto dolore
ma è come se vedessi la mia anima
vestita a nozze
che scappa dal mondo
per non gridare

Alda Merini
venerdì, 04 aprile 2008,04/04/2008 17:33

Un mio amico l'altra sera, guardandomi dopo una giornata in ufficio, mi ha detto:

"Il lavoro non nobilita l'uomo, lo disintegra".

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sig